Ce n’è voluto, di tempo!

April 24, 2018

Meglio tardi che mai.
Banalità e luoghi comuni che pesano come macigni.
Perché sopportare quarantadue anni è da stoici, ma anche da coglioni.

… ma doveva arrivare il momento, quell’istante in cui non sarei stata né messa in discussione né considerata pazza, come mi si voleva far passare.

Quel momento in cui non ci si è limitati a usarmi la solita violenza verbale (perché quella fisica è terminata quando finalmente sono stata abbastanza grande da potermene andare), ma si è minacciata la mia famiglia di fronte a una persona che è abituata a gestire persone problematiche: mio marito.

E che ha detto che era intollerabile.

In quel glorioso momento mi sono sentita assolta.

Assolta da tutte le volte che ho voluto distruggermi perché pensavo di non valere nulla.
Assolta da quella volta in cui ho tentato di ammazzarmi.
Assolta dal dovere qualcosa a persone che per tutta la vita mi hanno fatto del male.

E le ho semplicemente, finalmente, escluse per sempre dalla mia vita.

Da quel giorno mi trucco ogni mattina con gioia.
Io, che avevo paura di tutto, a cui dava fastidio tutto, che non sopportavo nulla in faccia.

Mi trucco e mi sento bene.

Potere di una mente libera di vivere, a quarantadue anni.

NB: 
Ci ho messo molto a scrivere queste poche righe.
Non è stato facile superare la vergogna che mi ha attanagliato per anni.
Le ho volute scrivere e lasciare qui perché spero possano essere di aiuto a chi ha avuto come me la sfortuna di avere dei genitori sbagliati.
Perché alla fine di tutto ho capito che quelli sbagliati erano loro, non certo io.
 

 


 

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