DEL PERCHÈ ESSERE VENDICATIVI FA BENE AL CUORE

June 25, 2016

Siamo oramai, deo gratias, all'obsolescenza delle religioni dottrinali da parte delle persone civili. 

 

Vulgo, il “porgi l’altra guancia” ha rotto i coglioni.

 

Basta semplicemente girare la testa di mezza spanna per accorgersi che, chi fa del bene, la piglia sempre nel culo.

 

Dal punto di vista evolutivo, ritengo che il vero salto darwiniano sia la volontà nel fare il bene, perché violenza e ignoranza sono endemiche come la malaria nelle paludi: nel nutrito branco dell'animale denominato italiano meRdio, la gara tra chi delinque e chi non fa un cazzo riempie gli spazi vuoti tra una partita di Champions e una puntata dell’Isola dei Famosi.

 

Propongo dunque la vendetta come mezzo visibile di intelligenza, per distinguersi dal subumano maschio e femmina di cui sopra. Sogno gruppi di sostegno alla società incivile odierna che si scambiano consigli su metodi di vendetta subdola, sottile, carognosa, violenta, atta a eliminare intere stirpi peggio di Game of Thrones, perché dobbiamo ben ricordare che l'imbecille si riproduce ad mentulam e alleverà sempre una nidiata di piccoli ragni strepitanti, ignoranti e potenzialmente dannosi.

... altrimenti poi ce li ritroviamo adulti e direttori di giornali che mettono il Mein Kampf come allegato.

 

Vendetta da estendere a quelli a cui va nella vita va sempre dritto tutto.

Perché? Perché hanno un bell'aspetto, belle maniere, belle raccomandazioni.

Quelli sono speciali, nel mio cuore provo per loro un enorme rispetto, perché io non ho mai avuto quelle possibilità. Come bambina facevo schifo: adoravo leggere, parlavo e scrivevo in italiano in mezzo a coetanei che compitavano "l'aradio" e non sospettavano nemmeno l'esistenza delle doppie; avevo occhialoni enormi, a causa del mio grave deficit visivo, e capelli corti. Una teoria del cazzo come quella del gender non era ancora stata inventata che già io ero un'aberrazione sociale: non ero l’adorabile bambolina bella e stupida che tutti avrebbero voluto vedere.

 

Crescendo, non sono mai riuscita a diventare una di quelle donne che approfitta del suo status di femmina, forse perché la natura ha deciso che il mio seno sia un’entità mitologica avulsa dalla mia fisicità. 

Insomma gli uomini mi guardano negli occhi, non sul petto, e questo inficia il mio potere nei loro confronti.

 

Per fortuna che a quarant’anni mi sono scoperta velenosa come la mia adorabile bisnonna, morta sempre troppo tardi, a detta di molti.

 

Tuttavia c’è ancora una cosa che mi frega, nonostante il veleno che trasudo: il senso del dovere.


Non lascio nessuno in difficoltà, a costo di rimetterci di tasca mia.

 

Risultato?

 

Sono diventata una sorta di signorina Rottermaier piena di animali sotto alle sottane; seleziono molto la compagnia umana, perché il mio tempo a questo mondo è troppo poco per perdere tempo con gli imbecilli; si può sempre contare su di me, a patto che non mi si prenda per il culo: quando una persona mi rotola via dalla fiducia, è meglio che si allontani da me, perché sono molto brava nel disprezzare.

 

Dunque trovo che la vendetta sia un dolce balsamo per l'anima di una quarantenne incattivita come me.

 

Non è che tutto il mondo sia ostile, sia chiaro! Ho scoperto che spesso basta essere gentili e che un sorriso o un gesto di cortesia sono contagiosi.

 

... cionondimeno reclamo il mio diritto alla gioia nel vedere la morte di un coglione.

 

#STACCE

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