All'assalto del Mandracchio

June 6, 2016

È da poco terminato l'evento #AdunataPirata2016 e tutti i nostri amici vicini e lontani cercano ancora d'accaparrarsi qualche testimonianza del festival appena concluso: orecchini, magliette, bottiglie... ce n'è per tutti i gusti!

 

Mentre siamo ospiti nella splendida magione di Giulia Borgato a discorrere dell'editing dell'antologia piratesca del concorso "Capitano Blackheart" arricchendo il nostro lessico da bucanieri con parole come nizzardo, bussolotto e pappafico, salta alle nostre orecchie un Mandracchio, scritto con tanto di "M" maiuscola.

 

Sia io sia Anna sosteniamo che Wikipedia meriti sempre un secondo parere, difatti è nostra abitudine cercare un riscontro in biblioteca, non prima d'aver speculato un poco sull'origine misteriosa delle parole che incontriamo...

 

Quella "M" a me rievocava un nome, non a caso Mandrac era un corsaro barbaresco e nel contempo il nome di un "battitore" croato conosciuto a Milano; inoltre vi vedevo qualcosa di leggermente dispregiativo... mi immaginavo di urlare: «Mandracchio!» a qualcuno che fosse antipaticamente furbo o lesto di mano.

 

Secondo Anna invece la "M" indicava probabilmente un toponimo; a quel punto, col favore di questo ponte del due giugno, abbiamo deciso di andare a tastar con mano chi avesse ragione dei due.

 

Scoprimmo così l'esistenza di due locali gemelli, entrambi nominati Mandracchio, separati solo da un piccolo tratto di Adriatico.
Uno di questi poi aveva tanto di negozio a fianco, dal suggestivo nome di Mandrac.


Il destino ci voleva a veleggiare verso il vero significato della parola...

 

Arrivammo lesti al Mandracchio, ovvero una piccola darsena a Pirano, storico porto d'Istria, quella (ex) parte di Italia che, invece di rinnegare le proprie origini come faremmo volentieri qui, ha salvaguardato una lingua aulica, studia la musica di Tartini, la Storia (anch'essa con la maiuscola) sia dei violini di Stradivari sia della scuola bolognese, e salva massime e aforismi dai dialetti veneti.

 

Ad attenderci proprio al Mandracchio una mostra di pirati: pirati barbareschi o, per meglio dire, corsari fedeli a Khayr-al-Din-Barbarossa, che combatté la Guerra d'Italia nel 1542, ma che per gli abitanti di Pirano rimanda a quell'altra Guerra d'Italia, combattuta prima contro gli austriaci e poi contro i tedeschi, che ha solo disegnato confini politici sulle mappe ma non ha mai sconfitto una cultura.

 

Ecco, per riassumere il messaggio illuminante di questa vacanza posso solo dire che, avendo a fianco una splendida compagna di viaggio, dubitando delle risposte che suggerisce internet e seguendo sempre l'istinto di avventura, si può trovare facilmente cultura anche laddove il pessimismo abbina perennemente l'itaGlia a reality e politica stantia. 

 

Abbiamo scoperto che esistono istriani che si dedicano a preservare musica, tradizioni e poesia; posso solo preannunciarvi che non mancheranno lettere mie e di Anna a Il Trillo, piacevolissimo periodico "irregolare" di questi emeriti "eredi" del compositore, spadaccino e matematico Giuseppe Tartini

 

 

 

Please reload

Featured Posts

Ce n’è voluto, di tempo!

April 24, 2018

1/10
Please reload

Recent Posts

February 3, 2017

October 26, 2016

August 5, 2016

Please reload

Search By Tags