LA GRAVITÀ DELLE PAROLE

December 16, 2015

 

In questo articolo, il direttore di una famosa libreria italiana rilascia la seguente dichiarazione:

Di autrici nemmeno una?

«Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto».


Credo che tanti anni di berlusconismo abbiano abituato l’italiano medio a non pesare le parole: quante volte abbiamo sentito politici o dirigenti ritrattare ciò che avevano dichiarato oppure affermare di essere stati fraintesi?

 

Ritengo GRAVISSIMO il fatto che un dirigente si esponga in una maniera così ingenua durante un’intervista, per un paio di ragioni.

 

1. Non avere nella propria personale biblioteca scrittrici donne denota una lacuna grave in un professionista che tratta prodotti peculiari quali sono i libri.

 

2. Ammettere pubblicamente tale lacuna significa lasciare scoperto il fianco a polemiche infinite.

 

Dunque cosa intendeva dire questo "ingenuo" dirigente?

 

Che non gradisce la letteratura femminile?

 

Oppure sta ammettendo che non dà peso alle donne nella letteratura, aggiungendo oltretutto che non gliene frega nulla di essere politicamente corretto?

 

O ancora ammette pubblicamente di ricoprire un ruolo che non gli spetta (come la maggior parte della classe dirigente italiana) vista la sua personale lacuna?

 

Una dichiarazione del genere, in una nazione civile, avrebbe avuto delle conseguenze.

 

Qua invece si procede come sempre a tarallucci e vino, perché comunque si tratta di una cosa che lascia il tempo che trova: le donne sono e saranno sempre considerate esseri umani di serie B.

 

Se il “dirigente” avesse ammesso di non leggere scrittori di colore o dichiaratamente omosessuali, allora sì che si sarebbe scatenato il pandemonio!

 

... e qua sta il problema GRAVISSIMO di tutta questa discussione:

LA CULTURA NON DEVE SOTTOSTARE A PARAMETRI DI GENERE O DI RAZZA.

 

L’altro problema, tipicamente italiano e debellabile quanto un tumore in metastasi, è che un dirigente dovrebbe avere grandi responsabilità in qualsiasi ambito si muova, anche in quello delle dichiarazioni pubbliche.

 

Posso dire di aver conosciuto solo UN manager italiano che aveva l’acume necessario e i proverbiali cinque schei de mona in tasca per non cadere in questo genere di tranelli.

 

Ovviamente non ne posso fare il nome, ma mi auguro che lascerà a qualcuno l’eredità di una preparazione che aveva acquisito sia in Italia sia all’estero, perché purtroppo nelle nostre latitudini abbiamo ancora TANTO da lavorare per levarci dai piedi i “campeggiatori del management”.    

Please reload

Featured Posts

Ce n’è voluto, di tempo!

April 24, 2018

1/10
Please reload

Recent Posts

February 3, 2017

October 26, 2016

August 5, 2016

Please reload

Search By Tags