Anna Castelli - intervista semiseria

June 29, 2015

 

Mi è stato proposto di sostenere un'intervista semiseria.

 

Di solito non cedo a spiritosaggini di tale genere, ma in questo caso ho fatto un'eccezione, perché ho letto la biografia dell'intervistatore

 

Il Gabibbo si veste di rosso per "trionfare la Giustizia" come il Dio Aniene, Mauro Coruzzi si mette i tacchi e la parrucca per fare del buon giornalismo... in pratica in Italia per dire cose scomode e non finire in galera devi metterti un costume, truccarti oppure usare mascara e leggi "ad personam"... Quali sono le verità scomode che portano un'autrice come te ad usare, talvolta uno pseudonimo?

Niente verità scomode ma pura e semplice ipocrisia nazionalpopolare: scrivo sotto pseudonimo perché pratico un genere su cui ci sono ancora molti pregiudizi e non voglio dover limitare la mia produzione artistica solo perché circondata da una fauna fallocefala.

Sappiamo che adori scrivere della "tua" Venezia, un luogo di odori importanti, acquitrini e fango ... volevi evitare Mordor solo per non pagare diritti a Tolkien?

Se parli di acquitrini e fango, temo tu abbia confuso l’indicazione “Venezia” con quella per le casse di colmata!


Clapis è definito opinion-maker, Fabio Volo intellettuale, Tiziano Ferro cantante, Mick Jagger baronetto... secondo queste definizioni autorevoli tu sei più scrittrice o contabile mannara?

Io sono Nessuno e ci tengo MOLTO a continuare a esserlo.

Una frase della tua vita che non abbia coniato Osho?

“Ho visto più persone cadere per la fine di una storia d’amore che per la mancanza di denaro, ma ho visto anche persone trionfare nella vita attingendo a una forza incredibile che veniva da una storia d’amore.”

Sarà per questo che scrivo d’amore…


In un video, dove parli dell'arte del cosplayer hai capelli liscissimi, un camice ed occhiali da porno-professora è marketing o rispondevi alla stessa esigenza artistica che ha creato una diva del cosplay come Jessica Nigri?

Mah, semplicemente non ho abbastanza tette per impressionare l’opinione pubblica.

Contabile, scrittrice, vlogger, spadaccina, comportamentista cinofila e da quanto sappiamo hai anche in mente alcuni progetti teatrali... è la crisi economica che impera o sei un'incontenibile eclettica?

Chi mi conosce sul serio, mi definisce “vulcanica”. La crisi è solo un accidente, come i notari a Venezia: il “notaro” è un masegno che sporge e ti fa inciampare. Cosa fai quando inciampi? Ti fermi o prosegui? Ecco, la crisi è un notaro particolarmente rompicoglioni (si possono dire parolacce?) ma non per questo fermerà i miei progetti.


Non di solo pane vive l'uomo... ma nei tuoi 40 kg scarsi ci vivi di sola arte scrittoria? Quali sono le prospettive per un giovane scrittore oggi?

Sono le stesse prospettive di vita di un essere di 40 kg con un DNA particolarmente sfortunato.


Essere donna, secondo molti uomini è una sofferenza almeno una volta al mese, più i sabati in cui si indossano i tacchi... visto che con i tacchi il pubblico non ti ha mai visto... c'è sofferenza anche dal lunedì al venerdì nell'essere donna? E nell'esser donna scrittrice?

Sofferenza no, per il semplice fatto che, essendo sempre stata donna, non ho metodi di comparazione con le sofferenze dell’altro genere, né possibilità di comprendere le sofferenze di qualsiasi essere umano. Una lamentela sì, però: dover fare tutto meglio al cubo per dimostrare che si è professionali, per il solo fatto di essere portatrice sana di vagina. E prendere metà dello stipendio dei corrispettivi uomini. Lo trovo molto disturbante.

Progetti in corso?

Far conoscere Venezia al mondo attraverso il mio romanzo “Di Venezia. D’amore. Di magia”. Maledizioni, storie d’amore e fiabe son sempre molto accattivanti, soprattutto quando partono da Venezia.

 

Citando l'inventore dell'intervista-pigra: "Si faccia una domanda, si dia una risposta"

DOMANDA: Secondo te, Anna, il tizio che ti ha intervistato è culattone e raccomandato?
RISPOSTA: assolutamente sì, d’altronde siamo in Italia!

 

Un sincero ringraziamento a Gianluca "Kalu Libre" Valli, il folle intervistatore!

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